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Attività
Dal trattamento specialistico dell’umidità di risalita alla redazione di certificazioni energetiche avanzate, applichiamo un metodo schematico e analitico. Ogni intervento mira al miglioramento termo-acustico globale, garantendo soluzioni tecniche durevoli e una gestione operativa impeccabile, fedele alla nostra visione di un’edilizia moderna e consapevole.
Prove su calcestruzzo
Carotaggi in cls mediante carotatrice elettrica a corona diamantata (da 40 a 100 mm) da eseguirsi su pilastri e solai incluso misura di carbonatazione UNI EN 12504-1/2002
Prova per la determinazione della profondità di carbonatazione su carota di calcestruzzo
UNI 9944 /92 - UNI EN 14630/2007
Prova a compressione su carota di cls comprensiva di taglio, rettifica della carota e certificazione (eseguita da laboratorio autorizzato 1086).
Rilievo pacometrico delle barre di armatura con il quale sarà possibile localizzare l’armatura presente, misurarne il copriferro e diametro (area investigata circa 0,5 m2) BS1881:204
Determinazione della resistenza meccanica mediante il metodo SONREB, basato sulla combinazione dell’indice di rimbalzo, determinato mediante sclerometro (UNI EN 12504-2), e del valore di velocità di propagazione degli ultrasuoni (UNI EN 12504 - 4) nell’elemento in prova;
La prova Pull Out è un metodo d’indagine non distruttiva finalizzato alla valutazione della resistenza a compressione media del calcestruzzo.
Viene adoperato, ad esempio, su strutture deteriorate per le quali si deve accertare l’attuale caratteristica statica, o nelle strutture situate nelle zone sismiche di nuova classificazione, per le quali è previsto una verifica delle prestazioni sotto azioni di tipo sismico, o su strutture da sottoporre a restauro o risanamento conservativo in cui risulta determinante la valutazione delle caratteristiche meccaniche del materiale.
L’attrezzatura è composta da un martinetto, in alluminio, per l’estrazione degli appositi tasselli preparati per questa metodologia, da una pompa idraulica manuale con relativa tubazione di lunghezza 2 m, da un manometro per le letture, con fondo scala max. di 350 kg/cm2. UNI 10157/1992
Prove su muratura
Con il termine prove soniche si intende un’indagine eseguita su campioni molto eterogenei e/o discontinui di murature portanti - (fondamentale per una definizione delle condizioni statiche di una struttura) - attraverso il rilievo del tempo di transito fra due punti (definiti T - trasmittente e R - ricevente) della propagazione di un onda d'urto generata da un impulso meccanico.
Questa metodologia operativa, definita come "Rilievi microsismici mediante impulsi d'onde elastiche a bassa frequenza in campioni o strutture murarie" (definizione simile agli ultrasuoni dai quali si differenzia solo per il campo di frequenza: << 1KHz per la sonica, 24 - 500 KHz per gli ultrasuoni), consente la caratterizzazione tecnologica, ovvero del "grado di aggregazione" delle vecchie murature.
Allo scopo di eseguire una corretta indagine vengono normalmente indotte, nel manufatto di prova, onde elastiche, in corrispondenza dei nodi di un reticolo ideale tracciato su una delle superfici verticali della muratura ed effettuando la corrispondente serie di letture delle velocità di attraversamento per trasparenza, su un identico reticolo tracciato sulla superficie opposta.
I valori delle velocità ottenute, punto per punto, indicano la migliore o peggiore trasparenza all'onda elastica del manufatto e quindi individuano zone di differente grado di aggregazione.
Prova con i martinetti piatti le informazioni che si possono acquisire mediante una prova con martinetti piatti, sono:
a) stato di sollecitazione esistente nella struttura muraria. Tale misura è basata sul fenomeno di rilascio che si genera in un solido all’atto di un taglio. Infatti tale operazione provoca l’annullamento delle tensioni agenti sulla superficie normale al taglio e, quindi, una parziale chiusura dell’apertura.
b) modulo di deformabilità e resistenza a compressione. In presenza di materiale omogeneo ed isotropo la procedura seguita per determinare lo stato di sollecitazione può proficuamente utilizzarsi anche per avere una stima del modulo di deformabilità E della muratura a diversi livelli di sollecitazione (legame non lineare). Avendo a che fare con murature, materiali sempre eterogenei ed anisotropi, si ricorre alla prova con doppio martinetto.
Essa consiste nell’introdurre nella muratura un secondo martinetto, parallelo al primo e distante da esso circa 50 cm. La muratura compresa tra i due martinetti costituisce il campione che sarà assoggettato, in pratica, ad uno stato tensionale monoassiale. Detto campione ha dimensioni sufficienti per essere rappresentativo della muratura esaminata ed è indisturbato.
Verranno misurate le deformazioni assiali e trasversali del campione di muratura mediante deformometro rimovibile.
Si eseguono alcuni cicli di carico incrementando gradualmente il livello di sollecitazione in modo da poter determinare i moduli di deformabilità della muratura ai vari livelli di sollecitazione.
Eventualmente si può portare il campione a rottura (sempre che sia fattibile), determinando in tal modo la resistenza ultima del campione. Prova singola ASTM STANDARD C 1196-91, prova doppia ASTM STANDARD C 1197-91
Martinetti con numero di matricola, certificato di collaudo dell’Università di Pavia per tenuta a 150 bar e certificato di taratura del Politecnico di Milano.
Prova mediante endoscopio rigido modulare (max. lung. 1,0 metro) acquisita mediante macchina fotografica digitale, per la determinazione della tipologia di apparecchiatura muraria, dello stato di collegamento tra i paramenti, ed eventuali cavità presenti.
La prova di taglio diretto in situ consiste nella rimozione di un elemento di muratura, al posto del quale viene inserito un martinetto idraulico determinando la misura dello scorrimento mattone-malta (sollecitazione di taglio). Lo schema della prove è di seguito illustrato:
L’isolamento del mattone sottoposto ad una sollecitazione di taglio viene garantita da due martinetti piatti disposti sopra e sotto l’elemento da sollecitare.
Eseguendo alcune prove con diversi valori di sollecitazione normale è possibile determinare anche il valore dell’angolo di attrito interno e quello della coesione della malta.
Strumentazione realizzata dall’Università degli Studi della Basilicata Dip. Disgg
La prova penetrometrica dinamica sulle malte cerca di quantificare le caratteristiche meccaniche della malta attraverso microdistruzioni del materiale; i vantaggi di tale approccio risiedono nella sua utilizzabilità su ogni tipo di muratura e nella modesta distruttività, che ne permette un impiego diffuso. Lo strumento è facilmente trasportabile, semplicemente utilizzabile in situ mediante meccanismo manuale e arreca alla struttura un danno insignificante producendo l’infissione di una punta di piccolo diametro nel giunto di malta per una profondità di 40-50 mm. La prova può essere definita di penetrazione dinamica in quanto la punta di acciaio è fatta avanzare mediante una massa battente.
La grandezza misurata è il numero medio di colpi per millimetro di perforazione, indicato con la sigla SPU (Strokes per Penetration Unit) con conseguente determinazione dell’angolo di attrito della malta. Schematicamente il penetrometro è costituito da una massa battente che, spinta da una molla tarata, agisce su un tamburo al quale è collegata la punta preposta alla perforazione. Il tutto è contenuto all’interno di un sistema di due cilindri cavi di acciaio; quello esterno è delimitato da una chiusura posteriore, nella quale è avvitata un’asta filettata che spinge il cilindro interno, e da una chiusura anteriore nella quale scorre il tamburo.
Al procedere della perforazione, l’intensità del colpo rimane sempre costante grazie al sistema dei due cilindri coassiali che vengono traslati l’uno rispetto all’altro dopo ogni colpo, permettendo di riportare la massa battente a contatto con la testa del tamburo. L’intensità dell’energia cinetica fornita alla massa per il colpo può essere regolata mediante quattro distinti livelli di compressione della molla. La punta ha un diametro di 3 mm ed è dotata di estremità tronco-conica. La scelta del diametro è stata dettata dalla necessità di perforare letti di malta la cui altezza può essere esigua e dall’esigenza di contenere l’energia di infissione richiesta.
Descrizione UNI EN 12504/1
Carotaggi mediante carotatrice elettrica a corona diamantata (dia. 40, 50, 73 e 100 mm) da eseguirsi sui maschi murari
L’indagine termografica consente di misurare e rappresentare la radiazione infrarossa emessa da un oggetto. La radiazione è una funzione della temperatura della superficie di un oggetto e la termocamera è in grado di calcolare e visualizzare tale temperatura.
Tuttavia, la radiazione rilevata dalla termocamera non dipende soltanto dalla temperatura dell'oggetto, ma è anche una funzione dell'emissività. La radiazione ha origine anche nelle zone circostanti l’oggetto e viene riflessa sull'oggetto stesso.
Prove su legno
Analisi mediante Resistograph® , capace di misurare la resistenza opposta dal legno alla penetrazione di una punta dotata di un movimento combinato di rotazione e avanzamento a velocità costante. Lo strumento restituisce dei grafici, denominati “profili resistografici”, nei quali sull’asse delle ordinate è riportata la resistenza, e sull’asse delle ascisse la profondità di penetrazione in millimetri. I profili del legno normale hanno un andamento caratteristico che dipende dalla specie legnosa e dalla diversa densità del legno nelle parti primaticce e tardive degli anelli di accrescimento. Lo strumento fornisce indicazioni sulle caratteristiche del legno (ivi compresi difetti, anomalie e alterazioni) in punti specifici dell’elemento. Lo strumento è particolarmente utile in tutti i casi in cui siano presenti danni da insetti e/o funghi della carie, specialmente nelle zone non visibili o non accessibili (ad esempio l’estremità delle travi inserite nelle murature). Con questa tecnica è possibile non soltanto localizzare e quantificare i danni di natura biotica ma anche valutare le dimensioni delle sezioni laddove non vi siano altre possibilità di accertamento.
Prove soniche per la determinazione dell’omogeneità di travi lignee tramite la valutazione della propagazione d’onda. Particolarmente utile è una mappatura fitta della trave lignea, per valutarne l’omogeneità, laddove non risultino visibili a vista danni da insetti o funghi, o porzioni marce.
L’indagine termografica consente di misurare e rappresentare la radiazione infrarossa emessa da un oggetto. La radiazione è una funzione della temperatura della superficie di un oggetto e la termocamera è in grado di calcolare e visualizzare tale temperatura.
Tuttavia, la radiazione rilevata dalla termocamera non dipende soltanto dalla temperatura dell'oggetto, ma è anche una funzione dell'emissività. La radiazione ha origine anche nelle zone circostanti l’oggetto e viene riflessa sull'oggetto stesso.
Nelle strutture lignee è possibile rilevare con facilità zone di differente umidità del legno.
Prova mediante endoscopio rigido modulare (max. lung. 1,0 metro) acquisita mediante macchina fotografica digitale, per la determinazione dell’omogeneità interna delle travi, del grado di fessurazione, e dell’ammorsamento all’attacco con le murature delle travi lignee.
Prove di carico
La prova di carico su piastra consiste nel caricare una superficie del terreno attraverso l’utilizzo di un martinetto idraulico e una piastra di distribuzione diam. 300 mm al fine di valutare i moduli di deformabilità e la qualità del costipamento. La prova verrà eseguita secondo la Norma Tecnica del C.N.R. Anno XXVI N. 146 - 14/12/1992, la quale prevede due cicli di carico ed una di scarico con incrementi di carico variabili in funzione della zona di misura (base, sottofondo o fondazione)
Lo scopo della prova di carico su solai è quello di determinare le deformazioni delle strutture sottoposte all'azione dei carichi progressivamente applicati così come esposto di seguito.
Le prove verranno eseguite con :
gommoni a carico idraulico: il carico di prova, preventivamente concordato con la committenza, è realizzato utilizzando appositi gommoni di dimensioni m. 3,00 x 6,00 o 4,00 x 6,00 oppure con martinetti idraulici spinti da una centralina oleodinamica.
I gommoni verranno riempiti d'acqua fino ad una altezza di xx cm corrispondente ad un carico unitario di xxx Kg/mq.
La fase di carico per il solaio verrà articolata in x incrementi, fino a raggiungere progressivamente xxxx Kg/mq; la fase di scarico in x decrementi: xxx Kg/mq.
Le letture avverranno o con comparatori centesimali meccanici (accuratezza pari a 0.01 mm) o con sensori elettrici di tipo potenziometrico (accuratezza pari a 0.01 mm) collegati ad una centralina di lettura montati su aste telescopiche che leggeranno gli spostamenti verticali della struttura sottoposta alla sollecitazione. La strumentazione verrà montata in zona coperta e non influenzata da effetti termici dovuti ad irraggiamento diretto e/o variazioni sensibili di temperatura.
Prove su pali di fondazione
Il principio fisico della prova di integrità ecometrica o sonica è quello della propagazione dell’onda di compressione in un mezzo elastico.
Il palo viene messo in vibrazione con una forza impulsiva assiale esercitata mediante l’impiego di un semplice martello. L’onda di compressione generata dal colpo del martello sull’estremità superiore del palo si propaga verso il basso all’interno del palo, con una velocità compresa, in genere per i pali gettati in opera, tra 3500 e 4000 m/s. Giunta alla base del palo, in assenza di discontinuità, l’onda subisce una parziale riflessione verso l’alto ed alla testa del palo essa è rilevata da un sensore in termini di velocità.
L’intervallo di tempo tra la sollecitazione impulsiva iniziale ed il ritorno allo stesso punto dell’onda riflessa è uguale al tempo richiesto dall’onda d’urto a percorrere due volte (dall’alto in baso e viceversa) l’estensione del palo.
Nel caso di palo integro e di sezione omogenea, è possibile valutare la lunghezza L con l’espressione
L = V * t / 2 (V= velocità di propagazione; t= tempo di ritardo) ASTM D 5882-00
Le prove di integrità per pali di fondazione "prova ultrasonica cross hole (o prova di carotaggio sonico o endoscopia ultrasonica)" consente, mediante l’analisi dei dati registrati, di controllare la qualità del calcestruzzo costituente il palo per ciò che attiene l’omogeneità e la continuità, e quindi di individuare l’eventuale presenza di intrusioni, interruzioni di getto, fratture, dilavamenti del calcestruzzo nonché la profondità del getto.
L’emissione e la ricezione dei segnali ultrasonici avviene grazie a due sonde, comunemente di tipo radiale, che si spostano all’interno di appositi tubi inglobati nel palo in fase di getto oppure in fori realizzati ad opera già eseguita mediante le comuni procedure di carotaggio. NF P94-160-1 e ASTM D 6770-2
Indagini geofisiche
Base Sismica di superficie in onde P ed S, con 12-24 postazioni geofoniche allineate e con equidistanza compresa tra 1 e 10 m, con 3 o più punti di scoppio ubicati lungo il profilo geofonico o all’esterno di esso, con energizzazione mediante mazza battente o esploditore tipo “minibang”, con copertura geofonica complessiva compresa tra 11 e 115 m, con calcolo dei parametri dinamici (coefficiente di Poisson , modulo di Young E, modulo di taglio G, modulo di incompressibilità K, Rigidità sismica R, Vs30);
Sondaggio Sismico in foro del tipo “down-hole” in onde P ed S (da eseguire in perfori di sondaggio attrezzati con tubo in PVC da 80 mm reso solidale con le pareti del foro mediante miscela di cemento e bentonite), con sonda avente 1 geofono verticale e 4 geofoni orizzontali, con profondità massima pari a 50 m, con passo di misura compreso tra 0.5 e 2.0 m, con energizzazione mediante mazza battente o esploditore tipo “minibang”, con calcolo dei parametri dinamici (coefficiente di Poisson , modulo di Young E, modulo di taglio G, modulo di incompressibilità K, Rigidità sismica R, Vs30);
Indagini MASW (Multichannel Analysis Surface Wave) con i 24 geofoni disposti sul terreno con una spaziatura di 1.0 m e punti di scoppio posti a 6 e a 30 m dall’ultimo geofono. La profondità di investigazione raggiungibile è valutabile in circa 30 m dal piano campagna. Risultati ottenibili il valore del Vs30 e la sequenza sismostratigrafica.
Dal punto di vista operativo il metodo (Tomografia elettrica) consiste nell'immettere corrente nel terreno attraverso dipoli energizzanti (AB), e misurare tramite dipoli di lettura (MN) la differenza di potenziale (d.d.p.) indotta dal campo elettrico creato nel terreno .
Una volta programmato lo strumento in dotazione (PASI 16 SG24), fissato il tipo di dispositivo, determinato il progetto d’onda di energizzazione (GTDT: Ground Time Domain Test), l'equidistanza dipolare, lo strumento effettua automaticamente le misurazioni spostando alternativamente i dipoli di corrente e quelli di lettura al fine di ottenere una maglia di punti di lettura, disposti lungo la sezione predeterminata.
Un avanzato sottoprogramma di modellizzazione viene usato per calcolare i valori di resistività, e una tecnica di ottimizzazione non lineare dei minimi quadrati, è usata per il programma di inversione (De Groot-Hedlin e Constable 1990, Loke e Barker 1996), sino ad ottenere la Sezione di Resistività basata sul medodo dell’inversione (Inverse Model Resistivity Section).
Le risultanze ottenute sono riportate all'interno degli elaborati, il cui risultato ultimo, passando da Pseudosezioni Elettriche di Resistività Apparente Misurata e Calcolata, è rappresentato da Tomogrammi o Sezioni di Resistività definitiva (Inverse Model).
La parola georadar o G.P.R. (Ground Probing Radar), identifica un apparecchiatura radar dedicata all’indagine del sottosuolo, strutture e manufatti in genere.
Il georadar, nell’applicazione sulle strutture, è, in generale, una tecnica che consente di rivelare in modo non distruttivo e non invasivo la presenza e la posizione di oggetti sepolti utilizzando il fenomeno della riflessione delle onde elettromagnetiche.
Un radar convenzionale è una strumentazione che consente di operare il rilievo della posizione di un oggetto in aria mediante l’invio di onde elettromagnetiche: l’apparato misura il ritardo tra l’istante in cui il segnale elettromagnetico è stato trasmesso e quello necessario alle onde riflesse da bersaglio per tornare alla antenna ricevente.
Il funzionamento del georadar è concettualmente analogo e, in breve, si basa sulla capacità dello strumento di emettere segnali a radiofrequenza (compresi tipicamente nel range 100 MHz – 1 Ghz) e di registrare quindi le eco reirradiate dagli oggetti presenti nel mezzo, caratterizzati da dimensioni sufficienti e da proprietà elettromagnetiche diverse rispetto a quelle di ciò che li circonda.
La generazione e la ricezione dei segnali a radiofrequenza è operata da una o più antenne che vengono fatte scorrere sul materiale da indagare. I dati raccolti, opportunamente elaborati, sono memorizzati e rappresentati su una unità di controllo che genera anche gli impulsi necessari al funzionamento delle antenne. Eventuali oggetti presenti al di sotto delle superfici rilevate generano nelle immagini radar (“o radargrammi”) con caratteristiche forme iperboliche. ASTM D 6432-99 e CEI 306-8 del 2004
Sistemi di monitoraggio statico e dinamico
Sistema di acquisizione dati automatico
Per valutare con maggiore precisione lo stato evolutivo dei quadri fessurativi si consiglia l’installazione di un sistema di acquisizione dati collegato ad un gruppo di sensori potenziometrici. Il sistema di rilevamento automatico si compone dei seguenti elementi:
Acquisitore dati LPA autonomo dalle fonti di energia esterne dotato di batterie al litio, programmabile, la memoria di tipo EEPROM (non volatile) consente la memorizzazione di 2000 dati per canale. L’intervallo fra le acquisizioni varia da 30s a 24 h. La programmazione dell’unità e il trasferimento dei dati sono gestiti mediante software “LPAtool”
La centralina di acquisizione dispone inoltre di due ulteriori canali dedicati alla misura e alla registrazione della temperatura (il cui sensore è già montato all’interno del contenitore) e della tensione della batteria di alimentazione.
Sensori elettrici
Fessurimetro elettrico con sensore potenziometrico Mod. PZ34 non condizionato. Campo di misura ±12,5 mm, dotato di snodi sferici per allineamento. Classe di protezione IP60 (per installazione in interni).
Fessurimetro elettrico con sensore potenziometrico Mod. PCF50 non condizionato. Campo di misura ± 25,0 mm, dotato di snodi sferici per allineamento. Classe di protezione IP65 (per installazioni esterne).
Fessurimetro elettrico con sensore potenziometrico Mod. PY2 non condizionato. Campo di misura ± 10,0 mm. Classe di protezione IP40 (per installazioni in interni).
Sonda di temperatura per ambiente con sensore NTC non condizionato. Campo di misura –30° + 70°C
Cavi e computer per lettura e scarico dati
Cavo di collegamento quadripolare schermato, sez. 0.22 mm2 per polo con conduttori flessibili in rame stagnato. Isolamento PVC antifiamma. Col. Verde. Diametro: ca.5 mm.
Computer portatile per elaborazione dati provenienti dalla centralina di acquisizione, visualizzazione in tempo reale, memorizzazione su file.
Monitoraggio in continuo di fenomeni vibratori, indotti da diverse attività (uso di esplosivo in cave, traffico stradale e ferroviario, ecc.) o cause naturali (vento, fenomeni sismici) ai fini di una valutazione degli eventuali danni a strutture, monumenti, edifici, ecc.
Il monitoraggio viene eseguito utilizzando una centralina vibrometrica corredata di un geofono tridirezionale a bassa frequenza. In tale modo è possibile avere una misura quantitativa delle vibrazioni, sia come ampiezza sia naturalmente come distribuzione nel tempo.
I valori registrati dal VIBROMONITOR, relativi alla misura della velocità, del Kb (DIN 4150-2), della ampiezza e della frequenza della vibrazione, possono essere raffrontati ai livelli massimi accettabili delle vibrazioni previste da varie normative internazionali (es. CUR-57, DIN 4150-2 e 4150-3, UNI 9916)
Prova dinamica finalizzata alla determinazione del primo modo di vibrare di un impalcato.
Il rilievo verrà eseguito mediante accelerometri monoassiali da 2 a 6, sensibilità di 1 V/g, dislocati su lati opposti in corrispondenza della sezione trasversale di mezzeria dell’impalcato. L’acquisizione verrà effettuata con campionamento di 500 Hz e per un tempo adeguatamente lungo in modo da rilevare il modo di vibrare con la precisione adeguata al tipo di indagine.
La struttura verrà messa in vibrazione mediante un autocarro (a cura dell’Impresa) del peso di circa 25-30 kN che sarà fatto scendere da un dosso artificiale realizzato mediante tavole di legno di altezza complessiva di 20 cm (a cura dell’Impresa), ubicate in corrispondenza della sezione trasversale di mezzeria in posizione longitudinale centrata.
I dati acquisiti e memorizzati durante le varie fasi di sollecitazione verranno elaborati mediante tecniche spettrali classiche, basate sul calcolo delle densità spettrali, tenendo conto delle ampiezze e delle fasi della FFT, utilizzando un software sviluppato in ambiente Matlab.
Indagini geotecniche
Le misure inclinometriche verticali vengono eseguite fondamentalmente per rilevare con precisione spostamenti orizzontali del terreno (corpo in frana o rilevato) o di strutture (pali o paratie) soggette prevalentemente a carichi orizzontali.
Le misure che riguardano il terreno sono finalizzate a individuare:
-
l'entità del movimento orizzontale alle varie profondità;
-
la direzione di scivolamento;
-
la velocità di spostamento;
consentendo, in tal modo, la definizione del meccanismo evolutivo del dissesto.
Misure di estrusione e cedimenti profondi. L'estensimetroT-REX è stato progettato per effettuare misure estensimetriche incrementali in roccia, argille e terreni soffici. La tubazione di misura è costituita da una verticale inclinometrica sulla quale vengono installati ogn imetro degli anellini riferimento. Il sistema di misura T-REX è composto da una sonda dotata di sensore magneto-strittivo, cavo operativo metrato con anima in acciaio e centralina digitale portatile con batteria esterna in grado di fornire la corretta alimentazione alla sonda.
La misura degli stati tensionali su strutture in cls o acciaio avvengono attraverso il fissaggio/saldatura di sensori OG100 Arc Weldable +/-1500 uE (oppure del tipo Arc EMBENDMENT) a corda vibrante con termistore NTC 3K integrato le letture possono essere eseguite con centralina manuale oppure attraverso sistema di acquisizione automatico.
Le letture effettuate verranno salvate in Hz (frequenza), le deformazioni, lo sforzo normale verranno calcolati attraverso le seguenti formule considerando la i-esima barretta estensimetrica: i = (fi2-fo2) x 10-3 x GF; i = x 10-6; i = Ecle o acciaio x i
dove:
i = deformazione in corrispondenza della barretta
fi2 = lettura in Hz della barretta estensimetrica
fo2 = lettura di zero in Hz della barretta estensimetrica
GF = Gauge Factor del certificato degli estensimetri
Ecls o acciaio = modulo elastico
La prova penetrometrica dinamica continua super pesante (DPSH) consiste nella misura della resistenza alla penetrazione di una punta conica infissa nel terreno per battitura. La prova fornisce informazioni di tipo continuo poiché le misure della resistenza alla penetrazione vengono eseguite durante tutta l’infissione.
Secondo la terminologia ISSMFE, la prova descritta rientra nel tipo “superpesante” (DPSH: Dynamic Probing Super Heavy) in quanto il maglio pesa più di 60 kg (vedi tabella più sotto riportata). Raccomandazione AGI
Prova pressiometrica: il pressiometro è uno strumento che applica una pressione uniforme alle pareti di un foro di sondaggio e misura tensioni e deformazioni della parete.
L’interpretazione della prova pressiometrica, fondata su una base teorica rigorosa, consente di ricavare informazioni su parametri di deformabilità e resistenza del terreno. NF 94-110-1
Ricerca perdite d’acqua o fluidi in pressione (anche all’interno dei fabbricati)
La presenza di una perdita su una condotta in pressione provoca delle vibrazioni meccaniche che si trasmettono sino alla superficie del terreno. Anche una strozzatura, per il brusco cambiamento di velocità dell'acqua, può provocare delle vibrazioni nella condotta sino alla superficie del terreno. Qui un elemento sensibile (Sonda) le raccoglie per contatto e le trasforma in vibrazioni elettriche che, opportunamente amplificate vengono trasformate in suono in cuffia e deviazione dell'indicatore analogico.
Tali vibrazioni si estendono:
-
lungo la tubazione, e sono individuabili per contatto sui punti scoperti della
stessa (idranti, saracinesche, chiusini, contatori, termosifoni ecc) -
in superficie, e sono individuabili per mezzo di un geofono che, appoggiato
ad intervalli regolari sul terreno, permette di determinare il posizionamento
esatto della perdita rilevando il punto di maggiore rumorosità.
su richiesta si esegue fornitura e installazione di piezometri elettrici, catene inclinometriche fisse, trasduttori di pressione, centraline di acquisizione e quant'altro occorrente.
Missione
INNOVAZIONE • TECNOLOGIA • SOSTENIBILITÀ • ECCELLENZA TECNICA • GESTIONE AZIENDALE • SICUREZZA INFORMATICA • EFFICIENZA ENERGETICA • PROFESSIONALITÀ • QUALITÀ EDILIZIA • PROGETTAZIONE SOSTENIBILE • INNOVAZIONE • TECNOLOGIA • SOSTENIBILITÀ • ECCELLENZA TECNICA